Analisi riassuntiva
Completano il documento una serie di raccomandazioni politiche affinché il lavoro a distanza possa essere lavoro per tutti. Queste raccomandazioni si rivolgono sia ai datori di lavoro sia ai governi, con un’esortazione ad agire ora, per garantire una un’implementazione inclusiva, sostenibile e sicura del modello di lavoro a distanza.
Raccomandazioni
Più precisamente, esortiamo i governi a:
Fornire un quadro legislativo per il lavoro a distanza. Il quadro dovrebbe rispondere alle seguenti domande
- Obblighi contrattuali: quali sono le condizioni per il lavoro a distanza? Sono fornite per contratto o su base volontaria? Possono essere invertite? Il quadro di riferimento permette ai collaboratori di richiedere un accordo di lavoro a distanza? Se necessario, i datori di lavoro possono negare tale richiesta e secondo quali criteri.
- Diritti e doveri dei collaboratori: quali sono i diritti e i doveri dei collaboratori? Hanno il diritto di richiedere il lavoro a distanza? Il paese dovrebbe introdurre un diritto alla disconnessione? C’è uguaglianza di diritti?
- Diritti e doveri dei datori di lavoro: quali sono i diritti e i doveri dei datori di lavoro? Possono richiedere ai collaboratori di lavorare a distanza?
- Attrezzature: chi dovrebbe fornire/pagare/installare/mantenere le attrezzature necessarie per poter svolgere il lavoro a distanza?
- Costi: chi deve sostenere i costi associati al lavoro a distanza (affitto, Wi-Fi, elettricità, ecc.)?
- Sorveglianza: in che misura i datori di lavoro possono avvalersi di software di sorveglianza per monitorare l’attività dei collaboratori?
- OHS: i datori di lavoro sono responsabili del rispetto degli standard OHS (Occupational Health and Safety) nel luogo di lavoro remoto?
- Assicurazione: i datori di lavoro devono coprire gli incidenti che si verificano durante il lavoro a distanza? Quali sono i luoghi e gli orari coperti?
Affrontare le disuguaglianze: promuovere il lavoro a distanza per gruppi svantaggiati e popolazioni poco servite
Investire nelle infrastrutture giuste: investire nelle infrastrutture per colmare il divario di connettività tra aree urbane e rurali
Adattare il sistema fiscale: impegnarsi in negoziati fiscali con altri paesi per evitare un la doppia tassazione per i lavoratori a distanza e adattare il sistema fiscale e le norme di deducibilità in modo da tenere conto dei nuovi costi correlati al lavoro che i lavoratori a distanza devono sostenere (affitto, riscaldamento, elettricità, cibo ecc.)
Sostenere la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze: sostenere e partecipare all’impegno delle aziende a favore della riqualificazione e dello sviluppo delle competenze della forza lavoro introducendo incentivi fiscali o sussidi diretti
Inoltre, esortiamo i datori di lavoro a:
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Affrontare le disuguaglianze: individuare i diversi compiti da svolgere all’interno di un lavoro e riprogettarne il maggior numero in modo da permettere ai collaboratori di lavorare da un luogo di loro scelta. Inoltre, progettare nuovi lavori e nuove opportunità che incorporino il modello di lavoro a distanza
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Investire nelle infrastrutture giuste: investire in infrastrutture TIC per consentire ai collaboratori di lavorare in modo efficiente a distanza e ripensare lo spazio dell’ufficio così da abbracciare il modello ibrido e concentrarsi sulle aree collaborative.
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Riqualificazione e sviluppo delle competenze: determinare il gap esistente nelle competenze digitali della forza lavoro e svilupparne le competenze
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Adattare la leadership: promuovere una gestione basata su empatia, agilità e creatività